DACHSER & FERCAM Italia a Parma: dove l'integrazione diventa tangibile
“Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo e ci modelliamo su un sistema diverso, più strutturato e integrato”. Nelle parole di Giuseppe Natalino, Team Coordinator della filiale di Parma, si coglie il senso di una trasformazione ancora in corso, ma già ben definita nella direzione: costruire un centro logistico capace di unire competenze, flussi e mercati diversi sotto un unico modello operativo.
La filiale di Parma rappresenta infatti un passaggio chiave nello sviluppo di DACHSER & FERCAM Italia: è la prima struttura sul territorio nazionale a integrare, nello stesso sito, le attività di Food Logistics e quelle legate alla European Logistics. Un assetto che supera la tradizionale separazione tra filiere e prende forma in una piattaforma da 12.200 m² complessivi, articolata in due edifici distinti ma complementari: un primo corpo da 5.000 m², che include 2.000 m² di area refrigerata per i traffici a temperatura controllata, e un secondo edificio da 7.200 m² dedicato ai beni industriali, di consumo e ai flussi non-food. È una configurazione che consente di presidiare, nello stesso hub, trasporti groupage e magazzinaggio per merci con esigenze molto diverse, servendo clienti nazionali e internazionali da una posizione strategica nel cuore della Food Valley.
Situata alle porte della città e con accesso diretto al casello autostradale, la sede situata nella regione dell’Emilia-Romagna si inserisce in un contesto produttivo ad alta specializzazione, dove l’agroalimentare convive con un tessuto industriale dinamico e diversificato. È qui che la logistica diventa un fattore abilitante per l’export e per la distribuzione capillare, sia a livello nazionale sia europeo.
Un percorso che accompagna la crescita della filiale
Ho iniziato supportando le attività legate alla distribuzione, poi sono passato all’export e, con la nascita della joint venture DACHSER & FERCAM Italia, ho seguito sempre più da vicino la parte operativa. Quando abbiamo internalizzato la distribuzione e ci siamo trasferiti in via Mantova, è cambiato tutto: abbiamo iniziato a gestire direttamente magazzino, flussi e organizzazione. Da luglio 2025 mi occupo anche della parte food, che ha rappresentato un ulteriore sviluppo nella mia carriera.
Ma questa non è solo la traiettoria di una crescita individuale. Si tratta di una filiale che ha cambiato pelle, passando da un presidio logistico più circoscritto a polo strutturato, in grado di gestire direttamente distribuzione, coordinamento operativo e attività specialistiche. Ma la trasformazione di Parma non è stata soltanto organizzativa, ma anche molto concreta, quasi fisica. Il trasferimento in via Mantova ha coinciso con la riattivazione di spazi che in precedenza avevano una funzione più limitata, con un lavoro di riorganizzazione che ha interessato uffici, magazzino e flussi operativi. È da qui che la filiale ha iniziato a prendere davvero la forma che ha oggi.
“Personalmente l’ho vissuta molto bene, i recenti cambiamenti mi danno una grande motivazione per andare avanti e mi fanno mettere anche un po’ in gioco”, commenta Giuseppe.
Trasformare i flussi in efficienza grazie all’integrazione
La forza di Parma non sta solo nel fatto che food e non-food convivano nello stesso sito, ma nel modo in cui la filiale produce vantaggi operativi reali da questo. In un territorio come quello parmense, dove le filiere alimentari si intrecciano con produzioni industriali e beni di consumo, avere a disposizione una piattaforma che presidia entrambe le linee di business della Road Logistics di DACHSER consente di lavorare con maggiore elasticità, sfruttando meglio spazi, tratte e mezzi.
“Sicuramente l’ingresso nel settore Food ha aumentato i volumi e le opportunità. Lavorando nella Food Valley era un passaggio naturale. Ma il vantaggio più interessante è operativo: in alcuni casi riusciamo a combinare ritiri e consegne, ottimizzando i mezzi e migliorando l’efficienza complessiva. Questo ci aiuta sia dal punto di vista economico sia nella gestione quotidiana delle spedizioni”.
È qui che l’integrazione diventa tangibile. Da un lato, la presenza dell’area refrigerata e degli spazi dedicati consente di gestire traffici food con requisiti specifici; dall’altro, il presidio del groupage permette di mantenere ampiezza di servizio e continuità operativa su una gamma merceologica molto varia. Parma continua, infatti, a confrontarsi con una merceologia eterogenea, che include anche flussi fuori standard e spedizioni che richiedono un approccio pragmatico, flessibile e fortemente orientato alla soluzione. In parallelo, il parco mezzi e il collegamento con le altre sedi nazionali aiutano la filiale a sostenere la raccolta quotidiana e a mantenere reattività sul territorio.
L’ingresso nel food, inoltre, non ha portato soltanto nuovi volumi, ma anche un diverso metodo di lavoro. Il confronto con il mondo DACHSER Italy Food Logistics ha avuto un impatto evidente anche sul piano culturale: standard più strutturati, maggiore coordinamento tra reparti, attenzione più rigorosa all’organizzazione del magazzino e dei processi. Un’esperienza che Giuseppe ha vissuto da vicino e che ha contribuito a rafforzare una visione più integrata e consapevole dell’operatività.
Se oggi Parma occupa una posizione così interessante nel network, è perché combina due vantaggi difficili da replicare: un radicamento forte in uno dei territori più rilevanti in Italia e un innesto diretto nella rete DACHSER, che amplia la portata della filiale ben oltre la scala locale. La scelta di concentrare proprio qui la prima filiale italiana integrata food e groupage non è casuale: Parma è insieme capitale manifatturiera dell’agroalimentare e crocevia logistico naturale lungo l’asse della Pianura Padana, vicino ai principali corridoi distributivi nazionali ed europei.
“A livello europeo il lavoro è molto fluido, soprattutto quando ci si interfaccia con altre filiali del network. Questo facilita la gestione delle spedizioni e ci permette di garantire maggiore continuità. Sul food, invece, stiamo ancora costruendo relazioni e processi, ma il potenziale è molto alto, anche perché il territorio offre tantissime opportunità. È questo il fronte su cui la filiale vede ad oggi il maggiore spazio di sviluppo, trainato dalla posizione geografica, dalla densità di aziende del territorio e da una domanda che in molti casi arriva spontaneamente dal mercato”.
E proprio perché il sito dispone già di una struttura solida, ma ancora con opportunità da spingere ulteriormente, Parma si presenta non come un progetto compiuto e statico, ma come una piattaforma in piena fase di accelerazione, con ampio margine di crescita. In questo equilibrio tra infrastruttura, specializzazione e visione di rete, la filiale si sta ritagliando un ruolo preciso: non solo centro operativo, ma una piattaforma concreta di integrazione tra mondi logistici diversi, con un potenziale destinato a rafforzarsi nei prossimi anni.