Eliminare gli sprechi per creare valore: il percorso della filiale di Roma

Si toglie un chilometro percorso a vuoto e un camion che parte mezzo carico. Si toglie la bolla stampata quando basterebbe un file. E si toglie l'abitudine allo smaltimento di materia prima che può trovare nuova vita. 

DACHSER nella città di Roma
DACHSER nella città di Roma

Nella filiale romana di DACHSER & FERCAM Italia due percorsi che solo apparentemente sembrano distanti – l’innovazione dei processi e l’economia circolare – seguono la stessa traiettoria: sfruttare al massimo le risorse esistenti per ridurre i costi e avere un impatto positivo sull’attività aziendale. 

La filiale pone particolare attenzione alla riduzione dei chilometri percorsi a vuoto e all’ottimizzazione della capacità di carico dei camion, elimina le bolle di consegna cartacee quando è sufficiente un file digitale e rompe l’abitudine di smaltire le materie prime quando queste possono avere una nuova vita. La filiale di Roma si impegna costantemente per eliminare gli sprechi prima che diventino un costo, sia ambientale che economico. 

Radicata a Roma dal 1994, la filiale presidia il Lazio con 34 persone e una struttura di 9.846 m² (9.000 di transit terminal, 846 di uffici). Il focus è la distribuzione groupage nazionale e internazionale, al servizio di clienti che spaziano dal settore manifatturiero all’e-commerce B2B e B2C. Sono disponibili collegamenti internazionali diretti verso Barcellona, Valencia e Monaco. È uno dei bacini più estesi d'Italia: la sola area metropolitana di Roma vale, per superficie, quanto le nove maggiori città italiane messe insieme. Roma è una città che alla logistica distributiva non concede scorciatoie. Un centro storico esteso, varchi regolati per orario e per peso dei mezzi, una geografia delle consegne frammentata: ogni giro si costruisce dentro questi vincoli. Qui la filiale ha imparato a trattare la sostenibilità come il modo più razionale di far girare l'operatività. E qui ha sede anche Echo Labs, l'impresa sociale nata nel 2021, che dallo stesso principio, non sprecare, ha costruito un intero modello di business.   

Due percorsi, due mestieri, la stessa sensibilità

A raccontare questo duplice percorso sono due voci che nella filiale seguono aspetti diversi e complementari. Francesco Franco, Department Manager Process Innovation Engineering, lavora sull'efficienza dei flussi. Claudia Coscarella, Project Manager di Echo Labs, sull'economia circolare e sul valore sociale.  Francesco segue fin dal suo ingresso in azienda il miglioramento degli impatti ambientali e l'efficientamento dei processi, aspetti che l'integrazione nel network DACHSER ha trasformato in un confronto quotidiano con tecnologie e standard di respiro europeo.  

Claudia arriva da un percorso trasversale tra profit e non-profit, tra risorse umane, relazioni esterne e comunicazione nel terzo settore. Quando è entrata, Echo Labs era ancora una scommessa: divideva il tempo a metà tra risorse umane e impresa sociale, finché dopo pochi mesi il progetto ha preso quota e le ha chiesto una dedizione piena. All'inizio in falegnameria c'era un solo artigiano, oggi il team è di sei persone.  

Un chilometro a vuoto, un mezzo che viaggia non saturo, una zona di consegna non ottimizzata, oltre a pesare sull'ambiente, sono un costo", spiega Francesco. "Le due cose coincidono quasi sempre. Su Roma un impatto importante si ottiene ridisegnando le zone dei giri di consegna a partire dai dati e non dalle abitudini: si accorpano le aree in modo più razionale, si saturano meglio i mezzi. Anche una riduzione contenuta dei chilometri a vuoto ha un effetto sensibile sulle emissioni e sul lavoro dei nostri autisti.

Sul fronte della flotta, la valutazione riguarda l'impiego mirato dei veicoli elettrici, soprattutto per l'ultimo miglio nel centro storico, dove i vincoli di accesso rendono la trazione elettrica una risposta operativa concreta. C'è poi la digitalizzazione, che il roll out del sistema DACHSER sta accelerando: il passaggio al paperless riduce errori, rilavorazioni e movimenti superflui.  

"Ogni attività che non va rifatta, ogni bolla che non stampiamo, è tempo, energia e materiale risparmiato", racconta Francesco. "La sostenibilità migliore coincide con l'efficientamento dei processi: quando si pensa che sia un costo, di solito è perché il processo non è stato ottimizzato. Nel momento in cui ottimizzazione e sostenibilità viaggiano insieme, resta soltanto il vantaggio, ambientale ed economico". 

DACHSER a Roma
DACHSER a Roma

Il legno che torna ad essere risorsa

Alla stessa logica risponde Echo Labs, e non è un caso. Questa sensibilità, spiega Claudia, nasce dalla visione di chi ha guidato la sede, a partire da Dino Menichetti, fondatore dell'impresa sociale e da sempre coinvolto nelle potenzialità di sviluppo sostenibile del settore: una visione che ha valorizzato segnali concreti, dai pannelli fotovoltaici all'automazione dell'illuminazione, fino a una vera e propria società non-profit.   

Il meccanismo è una simbiosi industriale nel senso più letterale. I pallet a fine vita, invece di prendere la via dello smaltimento, vengono avviati alla falegnameria, dove rinascono come arredi e complementi per spazi di lavoro. Così il materiale che una parte scarterebbe diventa la materia prima di un'altra.  

Il risultato non si misura solo in minori costi di smaltimento. In quella falegnameria persone rifugiate e richiedenti asilo imparano un mestiere, e il progetto ha raccolto per il quarto anno consecutivo il riconoscimento dell'UNHCR per l'inserimento lavorativo. Nel 2025 Echo Labs ha recuperato oltre 11 tonnellate di legno e garantito circa 280 ore di formazione, tenendo insieme impatto ambientale e sociale.  

C'è anche un aspetto che all'inizio nessuno aveva messo in conto. "Ragionare in modo circolare non ha portato né limiti né freni allo sviluppo del business", racconta Claudia. "Al contrario, chiedersi come utilizzare meglio i materiali accantonati ci ha spinti a immaginare progetti che a loro volta hanno generato business. I grandi clienti che conoscono Echo Labs iniziano a guardare al partner logistico in una logica reputazionale diversa, e nascono nuove opportunità per tutti. Il passaggio dall'economia lineare a quella circolare non fa danni, semmai apre marginalità che spesso restano inesplorate".  

Il cambiamento come palestra  

C'è un ultimo effetto, meno misurabile ma decisivo, che riguarda le persone. I talenti scelgono le aziende in cui possono riconoscersi sul piano dei valori, e la filiale lo tocca con mano: nei colloqui per un profilo junior, ricorda Francesco, diversi candidati hanno raccontato di essersi presentati dopo aver appreso della propensione allo sviluppo sostenibile dell'azienda.  

Claudia lo osserva dall'interno. "Convivere ogni giorno con approcci alternativi ai cicli standard di processo e con culture profondamente diverse è una palestra per esercitare la capacità di trovare un punto d'incontro, e quella disposizione si riversa nelle relazioni vissute in ufficio, portando a una sensibilità maggiore", osserva. "La gentilezza diventa una cifra normale, la competizione tra le aree si riduce, e ne nasce un'armonia che fa bene anche ai risultati di business. Qualche giorno fa un collega dell'amministrazione, dopo aver letto il bilancio sociale, mi ha detto di sentirsi orgoglioso di averci come colleghi. Vale più di qualsiasi campagna di employer branding".  

Uno sguardo al futuro  

Guardando avanti, i due percorsi restano intrecciati. Francesco immagina una filiale in cui sostenibilità ed efficienza non siano più due discorsi separati ma un'unica logica dentro i processi, con più digitalizzazione, meno spreco di risorse e una flotta elettrica potenziata. "Guardando un po' più lontano, ma in modo concreto, penso a mezzi che oggi in Italia non usiamo, ma che probabilmente diventeranno realtà in futuro, come i veicoli a idrogeno pensati per tratte long-distance".  

Echo Labs, dal canto suo, si prepara a trasferirsi in spazi più ampi e attrezzati, mentre i laboratori esperienziali puntano a diventare una pratica stabile, capace di far conoscere la sede romana e i suoi soci a nuovi partner. La direzione, in fondo, è quella tracciata dall'inizio. 

A Roma, la sostenibilità continuerà a concretizzarsi in una pratica quotidiana: eliminare ciò che è superfluo, ottimizzare ciò che è disponibile — dalla capacità di carico dei camion al legno di recupero — per aggiungere un valore significativo e incidere sui risultati economici.  

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